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Le emozioni che mi ha trasmesso questo libro sono molte e tanto forti che ammetto sarà difficile per me parlarne e cercherò, per questo motivo, di essere più chiara possibile per rendere giustizia a questo volume che mi è piaciuto davvero molto.

Cosa è un libro se non un veicolo di emozioni che scava dentro l’anmo umano? Con “Le ferite originali” si affronta un viaggio che sembra lungo anni ed invece dura troppo poco perchè le pagine vengono lette (direi più correttamente divorate) con voracità dal lettore.

Christian, protagonista del libro, piomba nella mente del lettore con fare audace e seducente, prepara la sua strategia con calma per poi raggiungere il suo obiettivo: scombussolare le emozioni e il raziocino del lettore che è ignaro di ciò che dovrà affrontare, una lotta che vede come protagonisti i sentimenti di affetto nei confronti di Christian e l’etica che sa quanto il comportamento di Christian sia poco corretto.

 

46631789_330489917744156_6246540052357185536_n“Il tempo non guarisce veramente le ferite non allontana affatto il dolore – fa il contrario. Il tempo dà altro tempo alla ferita d’infettarsi e dà a noi il tempo di tornare sui luoghi di quel dolore. E’ come l’infanzia in fondo. Si dice che si cresce, ci si lasciano alle spalle certe cose, ma non è cosi: l’infanzia crescere insieme a noi, ce la portiamo avanti. Viviamo e non facciamo altro che rivivere quelle pure e quei piaceri, quelle scoperte e quegli abbandoni. Specialmente quegli abbandoni. Veniamo abbandonati, delusi, traditi dalle stesse persone per anni – per sempre.”

 

La trama è molto semplice di primo acchitto ma credetemi, ogni pagina, ogni rigo nascondono un significato davvero profondo: Christian, affetto da un disturbo psichiatrico, ha diverse relazioni che si basano soprattutto sul rapporto sessuale che sembra essere l’unica attivitò in grado di farlo rimanere se stesso. Christian si sente “spezzato” a causa delle sue numerose ferite “originali” quali la morte della madre e l’allontamento della figura paterna. Le persone più “importanti” della sua vita:

  • Dafne: giovane che conosce da tempo Christian e che rappresenta la ragione e l’infanzia. La parte normale della sua vita che gli ricorda ancora la figura materna morta in modo tragico;
  • Davide: un giovane timido e a tratti bloccato da questa sua grande timidezza, rappresenta la salvezza e la genuinità.
  • Dante Beltrami: freddo e a tratti crudele e fisicamente violento. Un rapporto di dipendenza fatto anche di abusi ma che a tratti sembra essere salvifico per Christian.

Questo romanzo ci trascina in un’altalena di emozioni contrastanti. Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano indissolubilmente a causa di Christian, fino ad una finale che mi ha parecchio commosso.

Come detto precedentemente la narrazione scorre velocemente, è un romanzo corale in cuisi alternano le voci di Christian, Dafne, Davide e Dante approfondendo in questo modo elementi della loro vita. Durante la narrazione, per cercare di comprendere il modo di ragionare di Christian e andare più a fondo nella sua psiche (complicata e tendente all’autolesionismo), sono descritte in corsivo le sue sedute psichiatriche. Ho letto diverse critiche all’utilizzo di un linguaggio dettagliato dal punto di vista sessuale ma credo che questa sia stata una decisione corretta perchè l’autrice, in questo modo, ha esplicitato e arricchito la personalità di Christian sottolineando la complessità della sua personalità.

Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di profondo, vero, forte ed intenso e che non si fermano alle apparenze, coloro che hanno voglia di andare sempre oltre ciò che sembra, per scavare in profondità.