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Quando un evento straordinariamente doloroso ci colpisce in modo profondo, andando ad intaccare anche l’anima, ogni essere umano, soprattutto quelli con l’animo gentile, sente il bisogno di aggrapparsi a qualcuno con tutte le proprie forze e da questi attingere dell’energia positiva che lo aiuti a superare l’evento drammatico che lo ha colpito.

Cover “Io non ti lascio solo” di Gianluca Antoni – Salani Editore

Attenzione, questa recensione potrebbe contenere delle informazioni che non definirei spoiler ma che potrebbero aumentare solamente la vostra voglia di leggere questo libro, credetemi, ogni mia parola scritta in merito a questo testo, non rovinerà il piacere della lettura.

Il libro che ho avuto la fortuna di leggere è un romanzo di formazione con degli elementi di mistero tipici del genere giallo, “Io non ti lascio solo” di Gianluca Antoni è la storia di due bambini di nome Filo e Rullo, amici per la pelle, che partono alla ricerca del cane di Filo ed il tutto inizia con il ritrovamento dei loro diari, scritti proprio durante questa avventura, ritrovati 20 anni dopo l’accadimento dei fatti registrati. E’ un romanzo narrato in prima persona da più voci con un ritmo incalzante e colpi di scena tipici del romanzo giallo ma in cui è possibile vedere la crescita dei personaggi proprio come nel romanzo di formazione.

Durante la loro missione di ricerca del cane riescono ad ottenere finalmente delle informazioni, qualcuno ha visto l’animale domestico vicino alla casa di un uomo. Ed è così che incappano in una storia da brividi: la persona che si pensa abbia visto per ultima il cane, è conosciuta da tutto il paese vicino al bosco in cui si accampano e si racconta abbia ucciso il figlio di appena due anni. Burbero e solitario non lascia avvicinare nessuno.

Avete presente quando mettete le cuffie nella borsa e quando vi servono le trovate aggrovigliate? Credo che questa sia la metafora perfetta per descrivere questa storia. Durante la lettura, coinvolgente e per nulla pesante, ogni informazione è utile per sbrogliare il nodo narrativo. Il dubbio che qualcosa non andasse mi è sorto immediatamente eppure volevo avere torto riguardo all’intera faccenda. Man mano che si procede il groviglio diventa sempre più lineare e pulito ed ogni cosa diventa più chiara.

Il bambino che ha subito una perdita terribile con la morte della madre, si aggrappa all’amicizia pura e vera con un suo coetaneo che diventa l’ancora di salvezza non solo del suo più caro amico, ma anche di un uomo la cui storia è stata travisata solo a causa di un carattere per nulla convenzionale e socievole.

Grazie al Maresciallo che mantiene il lettore con i piedi per terra facendo si che non si perda tra i continui ricordi e flashback, un mistero e la perdita di un bambino possono diventare i motori che danno l’avvio ad un cambiamento più grande fino al raggiungimento di una consapevolezza profonda e ad un finale che è come una carezza sul viso.

“Io non ti lascio solo” è il titolo perfetto per questo romanzo che se, prima della lettura, pensavo si riferisse ad una perdita successivamente ho capito che il titolo si riferiva ad un tipo di rapporto quanto più sincero e bello possibile. Divorato in una notte in cui mi sentivo sola, questo romanzo mi ha tenuta compagnia tenendo fede al titolo che gli è stato attribuito.