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Le amiche che vorresti e dove trovarle

“Quanti sono i libri importanti nel corso di una vita? Meglio non contarli. Ad ogni modo i libri animati dalle amiche che vorresti (che vorremmo, avremmo voluto, volevamo) sono importanti in sè, in assoluto. Alcuni più degli altri.”

56168061_1040666869456928_549800966879182848_n.jpgCon “Le amiche che vorresti e dove trovarle” di Beatrice Masini e Fabian Negrin, presentano 22 figure tutte femminili, protagoniste straordinarie di storie altrettanto straordinarie che sono andate contro le convenzioni del loro tempo, che sono vissute fuori dagli schemi. Il libro non è rivolto ad un solo destinario, ma chiunque può riconoscersi ed in seguito approfondire la conoscenza di queste donne straordinarie.

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“Le ferite originali” di Eleonora C. Caruso

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Le emozioni che mi ha trasmesso questo libro sono molte e tanto forti che ammetto sarà difficile per me parlarne e cercherò, per questo motivo, di essere più chiara possibile per rendere giustizia a questo volume che mi è piaciuto davvero molto.

Cosa è un libro se non un veicolo di emozioni che scava dentro l’anmo umano? Con “Le ferite originali” si affronta un viaggio che sembra lungo anni ed invece dura troppo poco perchè le pagine vengono lette (direi più correttamente divorate) con voracità dal lettore.

Christian, protagonista del libro, piomba nella mente del lettore con fare audace e seducente, prepara la sua strategia con calma per poi raggiungere il suo obiettivo: scombussolare le emozioni e il raziocino del lettore che è ignaro di ciò che dovrà affrontare, una lotta che vede come protagonisti i sentimenti di affetto nei confronti di Christian e l’etica che sa quanto il comportamento di Christian sia poco corretto.

 

46631789_330489917744156_6246540052357185536_n“Il tempo non guarisce veramente le ferite non allontana affatto il dolore – fa il contrario. Il tempo dà altro tempo alla ferita d’infettarsi e dà a noi il tempo di tornare sui luoghi di quel dolore. E’ come l’infanzia in fondo. Si dice che si cresce, ci si lasciano alle spalle certe cose, ma non è cosi: l’infanzia crescere insieme a noi, ce la portiamo avanti. Viviamo e non facciamo altro che rivivere quelle pure e quei piaceri, quelle scoperte e quegli abbandoni. Specialmente quegli abbandoni. Veniamo abbandonati, delusi, traditi dalle stesse persone per anni – per sempre.”

 

La trama è molto semplice di primo acchitto ma credetemi, ogni pagina, ogni rigo nascondono un significato davvero profondo: Christian, affetto da un disturbo psichiatrico, ha diverse relazioni che si basano soprattutto sul rapporto sessuale che sembra essere l’unica attivitò in grado di farlo rimanere se stesso. Christian si sente “spezzato” a causa delle sue numerose ferite “originali” quali la morte della madre e l’allontamento della figura paterna. Le persone più “importanti” della sua vita:

  • Dafne: giovane che conosce da tempo Christian e che rappresenta la ragione e l’infanzia. La parte normale della sua vita che gli ricorda ancora la figura materna morta in modo tragico;
  • Davide: un giovane timido e a tratti bloccato da questa sua grande timidezza, rappresenta la salvezza e la genuinità.
  • Dante Beltrami: freddo e a tratti crudele e fisicamente violento. Un rapporto di dipendenza fatto anche di abusi ma che a tratti sembra essere salvifico per Christian.

Questo romanzo ci trascina in un’altalena di emozioni contrastanti. Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano indissolubilmente a causa di Christian, fino ad una finale che mi ha parecchio commosso.

Come detto precedentemente la narrazione scorre velocemente, è un romanzo corale in cuisi alternano le voci di Christian, Dafne, Davide e Dante approfondendo in questo modo elementi della loro vita. Durante la narrazione, per cercare di comprendere il modo di ragionare di Christian e andare più a fondo nella sua psiche (complicata e tendente all’autolesionismo), sono descritte in corsivo le sue sedute psichiatriche. Ho letto diverse critiche all’utilizzo di un linguaggio dettagliato dal punto di vista sessuale ma credo che questa sia stata una decisione corretta perchè l’autrice, in questo modo, ha esplicitato e arricchito la personalità di Christian sottolineando la complessità della sua personalità.

Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di profondo, vero, forte ed intenso e che non si fermano alle apparenze, coloro che hanno voglia di andare sempre oltre ciò che sembra, per scavare in profondità.

“Il pranzo della domenica” di Paolo Panzacchi

Con questo articolo prenderemo in considerazione un genere che di solito non rientra nelle mie corde: un thriller.

La storia di questo piccolo libro ruota attorno alla famiglia Arienti , una famiglia dell’alta borghesia di Bologna che possiede un’azienda, una delle più importanti in Italia e nel mondo. Capo della famiglia è Giovanni Arienti 45320904_503420343476649_4362572572320071680_nche ha reso l’azienda grande ricorrendo anche a qualche sotterfugio e a metodi poco ortodossi. L’azienda viene portata avanti da Roberto e Anita, quest’ultima è un vero genio per gli affari, è dotata di grande intelligenza, capacità di socializzazione e riesce ad attirare la simpatia delle persone. Anita cambierà a causa di un evento a cui reagirà in maniera violenta e sconsiderata, cercando di togliersi la vita ma non riuscendo nell’intento cadendo vittima dell’alcool e della droga. Altro protagonista del libro è il “mercenario”: uomo pericoloso, ricercato in Europa e autore di attentati e strani omicidi. Le vite di questi personaggi si intrecerranno, mischiando in questo modo il passato con il presente, il mercenario è tornato e vuole vendetta.

Nella storia sono presenti altri personaggi secondari che hanno un ruolo fondamentale nello svolgimento degli eventi e nell’intreccio della trama. E’ un thriller interessante con scene di azioni che mi hanno appassionata parecchio – consigliato soprattutto a coloro che amano i film d’azione o di spionaggio -.

Il libro è scritto bene, la narrazione è scorrevole e le descrizioni non risultano pesanti ma incentivano l’interesse del lettore nell’approfondire la storia. Ci sono delle scene di azioni descritte in modo interessante e coinvolgente. E’ un libro che appassiona e che spinge il lettore a continuare e a scoprire come finiranno le cose.

Consigliato agli amanti del genere o che cercano un thriller che li tenga incollati alle pagine.

Storia di due donne e di uno specchio di Edoardo Zambelli.

Parlare di questo libro non è affatto semplice perchè, durante la lettura, ho dovuto abbandonare quelli che sono i miei “schemi mentali” da lettrice ovvero seguire il susseguirsi di eventi cercando di capire il più possibile la trama ed il motivo di quello che succede. Con “Storia di due donne e di uno specchio” solo due erano gli elementi invariati: Marta e Alessandra, le due donne protagoniste di questo volume che cercano un modo di affrontare la vita cercando di contrastare la solitudine, la rabbia e la tristezza e l’inadeguatezza, sentimenti frutto di eventi passati che non vengono specificati per bene lasciando il lettore con un forte dubbio. Con fatica ho accettato che certi fatti non venissero spiegati perché mille erano – e continuano ad essere – i dubbi e le domande.
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“Questo è il mio corpo, penso, il corpo che non ricordavo di avere e che questa casa mi ha restituito. E’ un corpo nuovo – è vecchio, ma è nuovo – ed è mio.”

Il volume è diviso in due parti, protagonista della prima è Alessandra che lascia Bari per tornare a casa sua e rivedere il padre malato e la badante che se ne occupa. Interessante la scena in cui analizza il suo corpo nudo davanti allo specchio, l’inadeguatezza di Alessandra è palpabile ed è possibile notare l’intensità con cui cerca di spazzarla via e prova, attraverso un’analisi del proprio corpo – scritta in maniera elegante e semplice, senza cadere nel volgare – di acquistare nuovamente sicurezza.

“Marta sente alle sue spalle una specie di fruscio, e si volta. Fermo, in un angolo, il ragazzo – quel ragazzo – la fissa e sorride”.

Protagonista della seconda parte è Marta adolescente che, come un sogno, si addentra all’interno di una casa dove incontra un ragazzo di cui si innamora perdutamente. Ragazzo che diventa suo pensiero fisso e che mina i rapporti, già logori, con la madre.

La prosa è semplice,  la lettura scorre velocemente tuttavia la ricchezza di dettagli e di descrizioni, unite anche ad un approccio in cui si tende a non specificare tutto come precedentemente detto, possono confondere il lettore rallentando in questo modo la narrazione. Durante la lettura sembra quasi di addentrarsi in un sogno, dove i confini non sono ben definiti e in cui passato e presente si mischiano, tutto è labile, perfino i luoghi in cui avvengono le vicende. Tanti sono i personaggi di questo libro, alcuni vengono approfonditi mentre altri vengono avvolti dal mistero, inquietante il personaggio della vecchia che mi ha turbato parecchio. Avrei sacrificato alcune descrizioni che ho trovato decisamente superflue e troppe dettagliate, a favore di una maggiore cura a livello di trama. “Storia di due donne e di uno specchio” è un romanzo che mi ha fatto uscire dalla mia comfort zone, che ho apprezzato “a metà” perchè avrei tanto voluto avere altre spiegazioni e risposte alle mie tante – tantissime – domande.

Titolo: Storia di due donne e di uno specchio

Autore: Edoardo Zambelli

Casa Editrice: Laurana Editore

“Figlie di una nuova era” di Carmen Korn.

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“Figlie di una nuova era” è il primo volume di una trilogia edita dalla Fazi Editore. Un romanzo tutto al femminile che va dal 1919 al 1948, anni in cui incontriamo e approfondiamo la conoscenza delle quattro donne protagoniste:

– Henny, giovane ostetrica facile ad innamorarsi quanto a pentirsene, vive con la costante e pressante presenza della madre il cui sogno è di vedere la propria figlia fare un matrimonio di convenienza, desiderio che si scontra con le aspirazioni di Henny che più di ogni altra cosa vuole fare l’ostetrica;

Kathe, ostetrica e amica di Henny, emancipata e comunista che crede fortemente nei propri ideali, innamorata del giovane e calmo Rudi;

Ida, enigmatica e ricca, che cerca di sfuggire dalla gabbia dorata in cui è cresciuta cercando degli svaghi che la portino lontana da questa vita che la annoia ma che allo stesso tempo non riesce ad abbandonare, svaghi che troverà grazie all’aiuto di una cameriera;

– Lina, emancipata insegnante che pensa continuamente ai suoi genitori morti di fame – letteralmente – per garantire la sopravvivenza ai propri figli.

Romanzo ambientato in Germania, nella bellissima città di Amburgo, porta il lettore ad affrontare i cambiamenti della città dovuti alla presa di potere di Hitler – cambiamenti che, dal punto di vista storico-politico non sono ben definiti, ma che fanno da sfondo alla narrazione principale incentrata sulla vita quotidiana delle donne (ad esempio “La notte dei cristalli” viene raccontata senza approfondire ulteriormente il pogrom). “Figlie di una nuova era” è un romanzo corale che lascia spazio anche alla voce dei personaggi secondari che arrichiscono di dettagli i fatti rendendoli, molto spesso, ancora più interessanti. La narrazione è ricca di dettagli che approfondiscono la vita quotidiana delle nostre quattro protagoniste e ciò rende inevitabile affezionarsi a loro durante questi trenta anni “passati insieme”.

La “voce” che ho preferito è senza ombra di dubbia quella di Kathe, forte dei suoi ideali e del suo amore per Rudi, riesce ad affrontare mille difficoltà tra cui la deportazione in un campo di concentramento. I capitoli sono divisi in anni e all’interno di ogni capitolo viene data luce alle diverse voci che raccontano e spiegano, con ricchezza nei dettagli, i cambiamenti avvenuti lasciando spazio anche ad un minimo di introspezione – anche se avrei preferito una maggiore profondità in certe parti -.

“Figlie di una nuova era” è un romanzo che non ha deluso le mie aspettative ed il finale, che lascia con il fiato sospeso, accresce la mia voglia di lettrice di avere tra le mani il secondo volume e di divorarlo in pochissimi giorni cosi come fatto con il primo, libro assolutamente approvato e consigliato.

Titolo: Figlie di una nuova era

Autore: Carmen Korn

Casa Editrice: Fazi Editore