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Recensione “Longbourn House” di Jo Baker

Pubblicazione Einaudi del 2014 “Longbourn House” è una riscrittura del famoso “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen da un punto di vista differente, quello di Sarah, giovane e graziosa cameriera a servizio della famiglia Bennet.

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Foto dal profilo IG @BiblioRosy

Dalla cucina di Longbourn House, casa di proprietà di Mr Bennet, Sarah osserva l’andamento della vita dei suoi padroni, la sua vita è scandita dai suoi lavori quotidiani: lavare i panni, preparare il sapone (non sapevo fosse un processo così lungo e così strano), aiutare in cucina, aiutare le signorine nella preparazione per un ballo e sorbirsi le lunghe, infinite e fastidiose lamentele di Mrs Bennet personaggio che non ho amato nel romanzo originale e che non ho apprezzato in questa rivisitazione.

A servizio dei Bennet troviamo, oltre a Sarah, la governante Mrs Hill, il marito Mr Hill anziano cocchiere e maggiordomo, la giovanissima Polly e successivamente durante la narrazione arriverà il giovane James Smith il cui compito è sostituire Mr Hill in molte mansioni quotidiane.

E’ interessante notare come tra i suoi numerosi scritti zia Jane non abbia mai preso in considerazione le ombre che si muovono all’interno di una casa e che fanno sì che la vita prosegua senza intoppi; se in “Orgoglio e Pregiudizio” veniamo coinvolti nella narrazione dei balli e nella coinvolgente storia di Elizabeth e Mr Darcy, in “Longbourn House” invece vediamo la fatica senza riposo, la negazione della libertà, i tanti lavori affinché la casa appaia in ottime condizioni e dove tutti siano sempre pronti a ricevere gli ospiti.

Se vi aspettate che questo romanzo tenga molto in considerazione i personaggi a cui ci siamo affezionati in “Orgoglio e Pregiudizio” permettetemi di deludere le vostre aspettative: questi appaiono in maniera sporadica ed un elemento che mi ha particolarmente colpito riguarda il modo in cui viene presentata Elizabeth, sempre affascinante, ben consapevole di esserlo e a tratti capricciosa ed antipatica. E’ interessante sapere che l’autrice è andata oltre la fine di “Orgoglio e Pregiudizio” affrontando, anche se brevemente, la vita matrimoniale di Elizabeth con il suo ( e nostro) amato Mr Darcy.

Sarah, che tenta di fuggire da quel mondo fatto di soli doveri e nessun piacere, una giovane che sogna un amore grande come quello dei romanzi che le vengono prestati da Elizabeth, che incontra e cede alle lusinghe di un mulatto al servizio di Mr Bingley, che vive un’attrazione folgorante ( e ricambiata ) con il giovane James.

Il romanzo presenta una struttura semplice, a tratti “Austeniana” sebbene non riesca ad eguagliare la stessa capacità narrativa di Jane Austen; Jo Baker riesce con maestria a tenere incollati alla pagine i lettori che si affezionano, almeno nel mio caso, a queste “ombre”. I fatti vengono narrati dal punto di vista di Sarah, di Mrs Hill e di James: si scopre quale relazione ha questo ragazzo misterioso con la famiglia Bennet, cosa lega Mrs Hill e Mr Bennet e quale segreto nasconde il giovane James (e Mr Hill).

E’ un romanzo ottimo da leggere per avere un attimo di pausa da letture più importanti e pesanti, mi è piaciuta la leggerezza del tema ed essere tornata a Longbourn House, anche se in vesti differenti, è stato un vero piacere;  per questa serie di motivi che il mio voto è di 4/5.

“Tutto ciò che conosceva, tutto ciò che amava, ogni legame d’affetto che si era costruita le era stato strappato via: di lei non restava che il midollo, nudo e crudo. Certo, da che si ricordasse il suo più sincero desiderio era sempre stato quello di conoscere altre pezzi di mondo; ma avrebbe dovuto, pensò, formularlo con maggior precisione: avrebbe dovuto specificare che desiderava farlo essendo felice.

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